19 Luglio 2018
percorso: Home > Le Cerbaie

Il Territorio

Molte persone, anche del luogo, domandando dove o cosa siano le Cerbaie, un po' sbigottiti, affermano di frequente: “Ma, anche Montecalvoli sono le Cerbaie?”, di solito abitanti della sponda fucecchiese... Oppure, per converso: “Massarella..., da quelle parti là, sono ancora le Cerbaie?”, gente di Orentano o Santa Maria a Monte o Castelfranco... Ma allora dove iniziano e finiscono le Cerbaie?

La gente delle Pinete o delle Querce, etnogeograficamente, difficilmente va verso Quattro Strade o Santa Colomba, le direttrici di spostamento sono altre, verso il Valdarno o la piana lucchese... e così per le persone del “versante” occidentale pisano delle Cerbaie, luoghi o toponimi come Massarella, Cinelli, Torre rappresentano, tutt'al più, lontani nomi rammentati in qualche sperduta divagazione in macchina molti anni prima.

Eppure, la sagoma fisica delle Cerbaie è un unicum assolutamente proprio, dalla grossolana forma di una scarpa rivolta verso sud-est (Fig. 1) e delimitata com'è, da questa parte, dalla Piana del Valdarno Inferiore e a nord da quella lucchese. A ovest, si estende il Padule di Bientina mentre, dalla parte opposta, in direzione nord-est, il Padule di Fucecchio si apre fin verso la Val di Nievole e il Montalbano.

Figura 1. Inquadramento Catastale delle Colline delle Cerbaie risalente al 1830
Circa 120 kmq di rilievo con un'altitudine massima che non supera i 117 m s.m. raggiunti in corrispondenza di Villa Cerrini presso Montefalcone.

Dal punto di vista strettamente morfologico, la maggiore peculiarità che le caratterizza, non appena le esploriamo un po' più da vicino e che le rende assolutamente uniche, è la particolare asimmetria nei loro due lati meridionale e settentrionale.
Se infatti guardiamo le Cerbaie dal Valdarno e da sud, non possiamo fare a meno di notare un profilo collinare assolutamente rettilineo, una riga nera pari che spicca dalla pianura senza la minima inflessione e che colpisce a confronto di qualunque altra forma analoga.

Le Cerbaie “nascono” d'improvviso dalla pianura del Valdarno con un versante che risale verso la cima assai ripido per queste altitudini (Fig. 2). Per converso, chi inceda verso il confine settentrionale delle colline non è raro che non si accorga nemmeno di trovarsi già nella pianura lucchese o nel Padule di Bientina, essendo il margine collinare, da questa parte, digradante gradualmente verso est o verso nord.

Figura 2. Le ripidi pendici delle Colline delle Cerbaie direzione Valdarno Inferiore
Tale differenza “sostanziale” fra i due versanti dipende dalla modalità geologica con la quale si sono originate più o meno cinquecentomila anni fa.
Se infatti molti terreni delle Cerbaie sono rappresentati da sabbie plioceniche marine più antiche (3-5 milioni di anni fa), la maggior parte del rilievo è costituito da sabbie, limi e conglomerati di ambiente fluvio-lacustre del Pleistocene medio (ca 500 mila anni fa).

Laddove affiori questo sedimento, il rilievo appare un altopiano pressoché pianeggiante solcato da deboli vallini con il bordo sud drasticamente sospeso sul Comprensorio del Cuoio.

La ragione è da ricercarsi immaginando come, all'epoca della deposizione di questi detriti, l'area fosse occupata da un grande specchio lacustre dove andavano ad accumularsi i sedimenti trasportati dai fiumi settentrionali in prevalenza dall'area della Garfagnana. Fu a un certo punto che questa superficie pianeggiante di depositi fu innalzata da una probabile faglia che, come un lenzuolo tirato solo da una parte, sollevò il bordo meridionale, lasciando “attaccato al suolo” quello settentrionale e così producendo la bizzarra anomalia morfologica (Fig. 3).

La carta geologica delle colline delle Cerbaie, nei fogli in scala 1:100.000 di riferimento alle provincie di Lucca e Firenze quale strumento base per la conoscenza fisica del territorio. Consultabili gratuitamente dal sito INSPRA, sono finalizzate alla difesa del suolo, alla prevenzione dei rischi naturali, alla pianificazione e progettazione della città e del territorio.

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